Principesse


 

GIORNALE DI BRESCIA Martedì 31 gennaio 2017-01-30

LA RECENSIONE

«Principesse. Dialogo tra un’attrice, molti abiti e qualche valigia»

I CONFLITTI TRADOTTI NEL CODICE CROMATICO

Tanti bambini, domenica sera, hanno affollato il Piccolo Teatro Libero di Sanpolino per il debutto di «Principesse. Dialogo tra un’attrice, molti abiti e qualche valigia», spettacolo per l’infanzia (dai sei anni d’età) diretto da Claudio Simeone (anche autore) e Abderrahim EThadiri per Cicogne Teatro Arte Musica. Lodevole la capacità di concentrazione di Camilla Corridori che, nonostante i ripetuti vagiti di un pubblico anche neonato, ha sempre saputo tenere le fila della narrazione. Sessanta minuti di fiaba raccontata in terza persona, per provare ad appassionare piccoli e grandi, con le storie di due eroine dei nostri tempi: Belsole, figuretta bianca come la farina del suo forno, alle prese con i Cavalieri Neri del «pizzo» e Victoria, principessa in un campo rom, assediata dalle ruspe che vogliono fare piazza pulita del suo regno. Portare la cronaca a teatro è una maniera intelligente per insegnare ai bambini che, nel mondo nel quale viviamo, «le principesse non sempre vincono», ma che una «risata immensa» può aiutare ad andare avanti. Alle volte può spaventare, specie se a ridere davanti ai Cavalieri Neri si è tutti insieme. Altre, come nel caso di Victoria, può servire a non curarsi dei mostri e a ribadire il proprio diritto ad essere bambini. A studiare, a divertirsi e a giocare. In

«Principesse», in un continuo andirivieni tra gli appendiabiti, si gioca tanto e bene con le valigie, qualche oggetto quotidiano e i vestiti, soprattutto. Perché anche il codice cromatico da una parte gli abiti bianchi, dall’altra quelli neri e da un’altra ancora quelli dai mille colori rattoppati insieme può aiutare a raccontare, a colpo d’occhio, i conflitti, le difficoltà e le prove di questo nostro mondo eterogeneo.

Elisa Fontana

BRESCIAOGGI

Domenica 29 Gennaio2017

PICCOLO TEATRO LIBERO. Opera di Simeone

Principesse a Sanpolino tra la fiaba e l’attualità

Non bisogna essere figlie di re per essere principesse, perché tutte le bambine possono esserlo nella fantasia, nei loro giochi e racconti. Lo sono anche Belsole e Victoria le cui vicende sono raccontate in «Principesse», il nuovo spettacolo di Claudio Simeone, prodotto dalla Compagnia Cicogne, che è in programma, in anteprima, alle 17, al Piccolo Teatro Libero del quartiere Sanpolino.

«Principesse» vuole raccontare nella forma di una fiaba classica due storie dei nostri giorni: la prima è una vicenda siciliana, di «pizzo»; la seconda è una storia lombarda, di «sgombero». Belsole deve difendere il proprio reame, bianco come la farina, dai soprusi e dalle violenze dei Cavalieri Neri; Victoria lotta invece per i suoi diritti, in un regno fatto di case su ruote, di persone che vivono dove possono, spesso allontanate dalla diffidenza della gente.

In scena Camilla Corridori; la regìa è di Claudio Simeone e Abderrahim El Hadiri. Lo spettacolo,

rivolto all’infanzia dai 6 anni, è adatto anche a un pubblico adulto. • F.D.L

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GIORNALE DI BRESCIA Martedì 31 gennaio 2017-01-30

LA RECENSIONE

«Principesse. Dialogo tra un’attrice, molti abiti e qualche valigia»

I CONFLITTI TRADOTTI NEL CODICE CROMATICO

Tanti bambini, domenica sera, hanno affollato il Piccolo Teatro Libero di Sanpolino per il debutto di «Principesse. Dialogo tra un’attrice, molti abiti e qualche valigia», spettacolo per l’infanzia (dai sei anni d’età) diretto da Claudio Simeone (anche autore) e Abderrahim EThadiri per Cicogne Teatro Arte Musica. Lodevole la capacità di concentrazione di Camilla Corridori che, nonostante i ripetuti vagiti di un pubblico anche neonato, ha sempre saputo tenere le fila della narrazione. Sessanta minuti di fiaba raccontata in terza persona, per provare ad appassionare piccoli e grandi, con le storie di due eroine dei nostri tempi: Belsole, figuretta bianca come la farina del suo forno, alle prese con i Cavalieri Neri del «pizzo» e Victoria, principessa in un campo rom, assediata dalle ruspe che vogliono fare piazza pulita del suo regno. Portare la cronaca a teatro è una maniera intelligente per insegnare ai bambini che, nel mondo nel quale viviamo, «le principesse non sempre vincono», ma che una «risata immensa» può aiutare ad andare avanti. Alle volte può spaventare, specie se a ridere davanti ai Cavalieri Neri si è tutti insieme. Altre, come nel caso di Victoria, può servire a non curarsi dei mostri e a ribadire il proprio diritto ad essere bambini. A studiare, a divertirsi e a giocare. In

«Principesse», in un continuo andirivieni tra gli appendiabiti, si gioca tanto e bene con le valigie, qualche oggetto quotidiano e i vestiti, soprattutto. Perché anche il codice cromatico da una parte gli abiti bianchi, dall’altra quelli neri e da un’altra ancora quelli dai mille colori rattoppati insieme può aiutare a raccontare, a colpo d’occhio, i conflitti, le difficoltà e le prove di questo nostro mondo eterogeneo.

Elisa Fontana