Buonviaggio


ARTICOLO 21 19 novembre 2016

Il dovere di informare il diritto di essere informati

Come spiegare ai bambini l’immigrazione da paesi lontani?


di Margherita Reguitti

Come spiegare ai bambini l’immigrazione da paesi lontani verso l’Italia e l’Europa? Raccontando il cammino
di uno di loro attraverso la realtà fantastica del teatro. Tarek, protagonista dello spettacolo “BuonViaggio”
prodotto e messo in scena dall’Associazione Cicogne Teatro di Brescia, cammina nel deserto, tenendo in
mano un grande sacco e guarda a terra. “Quando nella sabbia vedi le conchiglie – gli hanno detto – allora
vuol dire che sei arrivato al mare”. E lui cerca le conchiglie nella sabbia del deserto perché, arrivato al mare,
potrà imbarcarsi, raggiungere la grande città italiana e giocare a calcio nella sua squadra del cuore.
”Lo spettacolo, spiega Claudio Simeone, autore e regista, racconta la storia di un piccolo migrante, un
ragazzino visto in una fotografia, seguendo il suo cammino attraverso l’Africa, secondo la rotta percorsa da
Fabrizio Gatti nel libro “Bilal”.
Sul palco l’attore di origini marocchine Abderrahim El Hadiri, che collabora anche alla regia, con la voce
fuori scena di Elena Guitti. Dal 21 al 24 novembre “Buonviaggio sarà nei cartelloni dei comunali di
Cervignano del Friuli e di Udine ma poi viaggerà in teatri e scuole in varie regioni italiane, mentre sono in via
di definizione accordi per una sua traduzione e trasposizione in Germania. A breve inoltre la sceneggiatura
diventerà anche un libro, grazie alla collaborazione di Tiziana Gardoni, docente e curatrice di libri scolastici e
teatro per ragazzi.
Lo spettacolo, pensato per bambini e bambine, giovani e adulti di culture diverse, è centrato sull’attualità
degli sbarchi di migranti sulle coste italiane che si susseguono in questi anni a ritmi sempre più incalzanti,
con esiti spesso drammatici. Le immagini televisive ci mostrano uomini e donne al loro arrivo: migliaia di
facce per noi senza nome. Non conosciamo nulla di loro, della loro vita, del lungo viaggio fino
all’imbarcazione con cui hanno attraversato il mare.
Cicogne Teatro Arte Musica è un’associazione culturale costituita per promuovere percorsi di
comprensione tra le culture, la convivenza civile e la mondialità attraverso il teatro e l’arte. Lo stile di
racconto scelto è improntato alla leggerezza, mantenendo una forte attenzione a ciò che accade, leggendo
il mondo per quello che è, con realismo, ma lasciando spazio al desiderio, all’immaginazione, al sogno e
alla possibilità, soprattutto.
Il suo repertorio comprende spettacoli destinati a differenti fasce di età, dall’infanzia alle ” età mature”;
tutti i lavori puntano a coinvolgere i piccoli nell’azione scenica, mentre i grandi possono coglierne gli
elementi di contenuto. Tutte le informazioni sul sito Cicogneteatro.it e sulla pagina Facebook
Cicogneteatro.

TEATRO E SCUOLA ente regionale friuli venezia giulia diario di bordo

23/03/2017 Buonviaggio (Cicogne Teatro Arte Musica – Brescia) è ospite del teatroescuola per gli alunni delle scuole primarie di Grado, San Giorgio della Richinvelda, Buja, Tarcento.

Una recensione a cura di Omar Manini

Cos’è: La narrazione del viaggio di Terek, un bambino africano che vuole scappare dalla sua condizione di miseria. Un racconto che ne illustra tappe e difficoltà per inseguire il sogno di giocare nella squadra di calcio del cuore. L’opinione: Una storia come ne abbiamo sentite tante e alle quali noi adulti ci siamo ormai – naturalmente? colpevolmente? – assuefatti, ma che riacquista freschezza di senso e forza comunicativa proprio perché rivolta ad un pubblico di bambini. Una favola senza sconti che, miracolosamente, sorvola cuori e menti grazie ad una messinscena essenziale e rispettosa, minimalista, e rimane incollata agli occhi unicamente per l’esposizione mai sovraccarica del bravo Abderrahim El Hadiri. Parole accompagnate da pochi oggetti scenici che toccano la sofferenza, l’attesa, il dubbio, la fatica, l’incertezza, ma che restituiscono la forza – dell’ingenuità? dell’età? del desiderio? – facendo volare le parole nell’ambito dell’apparente fantastico per poi riportarle alla sua condizione di ancoramento al reale; tutto ciò senza mai abbandonarsi allo sconforto del grigiore, ma con l’ancora di salvezza del colore (quello della sabbia, dell’affezione alla maglietta, delle scarpe) sempre pronto a trasformarsi in calore (umano): energia, slancio, volontà. Questo spettacolo semplice, ma sincero – mai veramente didascalico, duro ma con le ali della delicatezza, secco ma improvvisamente musicale (gli sciabordii in apertura, le percussioni che astraggono il viaggio in treno e tutte le relative sensazioni) – ribalta la prospettiva: non è un atto d’accusa come molti altri, ma un omaggio all’essere umano e alla sua necessità di spostarsi, di accettare nuove sfide, di abbandonarsi alle proprie aspirazioni, di accogliere ciò che gli capita per modificarsi continuamente. L’anelito di un mondo condiviso, una nuova capacità d’ascolto e un futuro diverso.

Eolo. Rivista on line – 18 maggio 2016 dalle recensioni del festival Segnali 2016

di Mario Bianchi ed Elena Scolari

Cicogne Teatro Arte Musica in “Buon Viaggio”, su testo di Claudio Simeone, invece, narra lo stesso tema, in modo molto più diretto e tragicamente attuale, raccontando, attraverso le parole e i ricordi di un pescatore di Porto Palo, uno dei tanti che in mare, sempre più frequentemente, raccoglie esseri umani, spesso doloranti e sfiniti, il dramma del piccolo Tarek che vuole raggiungere l’Italia dal suo paesino situato tra Senegal, Mauritania e Mali.. Lo vediamo percorrere migliaia di chilometri su un camion stipato di corpi all’inverosimile, in balia di orribili aguzzini in cerca di denaro, in un treno tra grovigli di gambe, sacchi e bidoni, poi a piedi nel deserto sotto il sole, vagheggiando il mare che per Tarek rappresenta la libertà, la possibilità di essere più vicino al paese della squadra del suo cuore, di cui indossa la maglietta numero 9 e le scarpette rosse. E lui sa che quando troverà le prime conchiglie nella sabbia, allora sì, sarà arrivato al mare e potrà dunque imbarcarsi. Ma non subito, perchè prima a Tripoli ci sarà da fare i conti con una lunga attesa da passare in una lurida camera, insieme a decine di compagni di sventura, dove l’unica possibilità di evasione sarà dipingere sui muri bianchi i ricordi della terra che si sta per lasciare. Ma il viaggio purtroppo non sarà finito, anzi il brutto dovrà ancora venire, perché non tutte le acque sono uguali e quel mare è pieno insidie. Sulla scena Abderrahim El Hadiri, con la solita intensa leggerezza che ben conosciamo, aiutato da pochissimi elementi di scena, reti da pesca, minuscoli sacchettini, giocattoli tra cui un pallone e un camioncino in miniatura, una grande vela-carta geografica, rende umana e toccante una vicenda che purtroppo le cronache ci hanno abituato a considerare come consuetudine e non come tragedia personale di ogni essere umano, unico e irripetibile. Attraverso le sue sommesse parole, le speranze, le illusioni di Tarek, senza retorica o pietismi, diventano reali sul palcoscenico, essendo capaci di trasmettere al pubblico di ogni età una vera commovente empatia per un’esistenza che via via durante lo spettacolo ci è diventata sempre più familiare, sino a sentirla parte della nostra esperienza.

BRESCIAOGGI – Mercoledì 9 Dicembre 2015 BOTTICINO. Consensi meritati per lo spettacolo

Il «Buonviaggio» di Claudio Simeone parla alle coscienze

Il teatro indaga una realtà difficile El Hadiri cantastorie da applausi

Un teatro capace di parlare alla nostra coscienza. «Buonviaggio», lo spettacolo di Claudio Simeone e Abderrahim El Hadiri della compagnia «Le cicogne», chiede una riflessione sul tema dei migranti, uno dei problemi più drammatici di questi difficili giorni, e riesce a farlo senza enfasi, senza toni predicatori, senza apocalittiche minacce. Presentato a Botticino Mattina dove ha avuto un grande consenso di pubblico, racconta la storia di un ragazzino del Mali, Tarek, che lascia la sua terra inseguendo il sogno di giocare al calcio in una squadra, qui; porta con sé uno zainetto, un paio di scarpe da atletica rosse e una maglia numero 9. Affronta un lungo viaggio di seimila chilometri, attraversa il deserto, si imbarca su una delle tante carrette che navigano nel Mediterraneo e fa naufragio. A salvarlo è un pescatore, Ismaele, che anni prima è venuto dall’Africa e ha vissuto la sua stessa avventura. Ismaele riesce a gettare una corda a Tarek e a tirarlo sulla sua barca. Non si tratta comunque di un happy end consolatorio: lo spettacolo vuole evitare la commozione e chiede di conoscere per non avere paura. A NARRARE la storia è Ismaele, il bravo Abderrahim El Hadiri che ha fatto sue le tecniche di narrazione dei cantastorie di piazza Jemaà El Fna e le ha sapientemente affinate negli anni anche con l’uso di oggetti, pupazzi, disegni e suoni. Il suo è un racconto piano che ha il tono dì una favola in cui il protagonista deve superare una serie di prove per arrivare alla meta. Non è però una favola di fantasia: la scrittura sapiente di Simeone si appoggia su libri e reportage che hanno affrontato il tema dei migranti in modo documentato, come ha fatto Fabrizio Gatti in «Bilal». Irrompe la realtà col suo carico di violenza, sfruttamento e criminalità. In scena ci sono reti e nasse da pesca e, sul fondo, un grande lenzuolo-vela sul quale Biro ha dipinto una carta geografica che, come il cartellone di un cantastorie, permette di seguire Tarek nella sua avventura. «Buonviaggio» è uno spettacolo pensato soprattutto per un pubblico giovanile, ma fa davvero bene a tutte le età. Meritatissimi gli applausi alla fine. •

f.d.l

GIORNALE DI BRESCIA – Martedì 24 novembre 2015 LA RECENSIONE

«Buonviaggio» di Claudio Simeone
UN BAMBINO DAL MALI ALL’ITALIA

Tarék. Quello che bussa, É il nome di un bambino che si immagina viaggi dal Mali per raggiungere l’Italia, tremila e quattrocento chilometri in linea d’aria per seimila da percorrere, tra tanto deserto ed un insidioso tratto di mare.
Questo percorso, disegnato su una grande carta-lenzuolo, ci viene raccontato in «Buonviaggio». spettacolo di Claudio Simeone, allegro e triste ad un tempo, che ha debuttato lo scorso venerdì alla parrocchia di Botticino Mattina. Coincidenza: nella chiesa di Botticino (Sera) sono stati felicemente ospitati quattro profughi.
A raccontarci, in scena, la storia di Tarèk, è, nei panni di un pescatore, Abderrahim El Hadiri, che con la sua aria surreale, il viso perennemente aperto al sorriso, dona un Tocco lieve alle vicende, adatto pure ai bambini. Ma non solo. Protagonista è proprio un ragazzino, che con le sue scarpe rosse e un sogno di piccolo calciatore, percorre migliaia di chilometri di sabbia in cerca delle conchiglie e del mare. Ma protagonista è anche il viaggio, il rumore del treno battuto a tempo dall’attore, come una musica, su un mastello da pescatore. Protagonista è un camion giocattolo d’antiquariato, vecchio di 50 anni come quelli, veri, che percorrono il deserto del Teneré con centocinquanta disperali sul cassone. In fuga dalla fame e dalle guerra, verso un sogno di normalità.
Il rumore del mare, i canti africani, la voce stessa di «Abdù» (soprannome dell’attore, che dopo tanti anni ha ancora l’affascinante accento del suo Marocco) e i suoi gesti a volte simili a una danza (l’acqua versata per il tè tuareg sembra un gioco di prestigio), rendono questo racconto simile ad una musica. Simeone ha saputo unire la felice (e non banale) semplicità del testo con recitazione e oggetti scenici per dare ad una storia tra vita e morte il sapore della speranza.
Simone Tonelli


Corriere della Sera – Venerdì 20 Novembre 2015

Il debutto « Buonviaggio» Il viaggio di Tarek che bussava ai sogni

La storia di un bambino che viene dal cuore di tenebra dell’Africa e vuole attraversare il mare per potere giocare un giorno nella Juvenus. «Buonviaggio», prodotto dalla bresciana Cicogne, scritto da Claudio Simeone e interpretato da Abderrahim El Hadiri, la regia è firmata da entrambi, debutta questa sera (ore 20,30) presso il teatro Oratorio di Botticino Mattina. «Sono rimasto impressionato da una fotografia dell’UNHCR pubblicata da una rivista italiana — rivela Simeone —. Ritraeva un bambino che camminava solo nel deserto, guardando la sabbia. Questa la genesi del racconto. Il bambino guarda la sabbia perché, quando vedrà delle conchiglie, vorrà dire che è arrivato al mare. Un mare che non ha mai visto, ma lui sa che lì ci sarà la barca per la traversata. Addosso si porta la maglia bianconera con il n.9 sulle spalle, perché al suo Paese, nel Mali, giocava da centravanti», È la storia di un sogno lungo seimila chilometri, un sogno come quelli di cui parla Tahar Ben Jelloun – continua Simeone — , di come i sogni camminino con le gambe degli uomini e appunto per questo sono inarrestabili. Nello spettacolo la voce narrante è di Ahderrahim nella parte di un pescatore che ne ha viste tante, considerato che negli ultimi decenni il Mediterraneo si è trasformato in una immensa tomba senza lapidi né fiori per migliaia di esseri umani. Il personaggio è chiaramente ispirato a Salvatore Lupo, pescatore vero dì Portopalo che ha fatto emergere la verità sul naufragio della Nave Fantasma, «la strage di Natale del ’96». «Il viaggio di Tarek — continua Abderrahim El Hadiri, attore marocchino orinai cittadino italiano — assomiglia al mio, ma io nel 1989 partii per venire a studiare in Italia. Nessun gommone. Per quanto riguarda l’immigrazione, molto spesso si parla di quello che avviene da Tripoli a Lampedusa. Invece noi abbiamo voluto porre l’attenzione su quello che accade prima della traversata. Una serie di difficoltà e avventure estreme, che possono essere superate solo grazie ai sogni. Il nostro allestimento non è una tragedia. Le tragedie rendono impotenti, noi vogliamo invece che Io spettatore prenda posizione. Il bambino si chiama Tarek, che in arabo vuol dire bussare e anche strada. Due significati che ci stanno». Lo spettacolo si avvale della voce off e delle luci di Elena Guitti, della collaborazione scenica di Biro e Dolores Dandolo, del contributo didattico di Tiziana Gardoni. L’ingresso è libero. Dopo la prima, la produzione di Cicogne inizia una lunga tournée fino in Sardegna.

Nino Dolfo proprietà riservata

GIORNALE DI BRESCIA – Giovedì 19 novembre 2015 Botticino

Debutta domani sera alle 20,30 al teatro oratorio di Botticino Mattina, lo spettacolo teatrale «Buon viaggio» di Claudio Simeone, con Abderrahim El Hadiri; regia Simeone e El Hadiri. La voce fuori scena e le luci sono di Elena Guitti; collaborazione alla scena Biro, Dolores Dandolo e contributo didattico Tiziana Gardoni. Spettacolo a cura di Cicogne Teatro Arte e Musica. Un bambino cammina nel deserto. Indossa una maglietta da calcio e ai piedi porta scarpette rosse, da corsa. Guarda a terra, nella sabbia e cerca conchiglie. Quando le avrà trovate, sarà arrivato al mare, potrà imbarcarsi, raggiungere la grande città italiana e realizzare il sogno della sua vita; giocare a calcio nella squadra del cuore. Un pescatore di Porto Palo, in Sicilia, ci racconta il viaggio straordinario, avventuroso ed imprevedibile, di questo ragazzino, partito da un paese del Mali per raggiungere l’Italia. La serata è ad ingresso libero ed è patrocinata dai comuni di Botticino e Rezzato, dalle parrocchie di Botticino e dalla cooperativa sociale K-Pax. //

GIORNALE DI BRESCIA – Venerdì 20 novembre 2015 «Buon Viaggio» in fuga dall’Africa per inseguire un sogno

BRESCIA. «Un bambino si muove per un sogno, per un ideale. Per questo ho immaginato che il piccolo Tarèk se ne vada dall’Africa non per la fame, o per la guerra, i veri motivi che spingono la gente ad emigrare. Ma per diventare un calciatore della sua squadra del cuore. Un po’ come quella bambina rom, e questo è un episodio vero, che quando sgomberarono il suo campo nomadi rischiò di farsi ammazzare da una ruspa per recuperare la sua bambola». Così il drammaturgo e regista bresciano Claudio Simeone spiega uno degli spunti del suo «Buonviaggio», lo spettacolo di Cicogne teatro al debutto oggi venerdì 20 alle 20,30 nel teatro della parrocchia di Botticino Mattina. Ingresso libero. In scena Abderrahim El Hadiri, attore, in particolare nel teatro-ragazzi, fin dagli anni ’90; qui pure regista insieme a Simeone. Luci e voce fuori campo sono di Elena Guitti. «L’Idea è nata da una foto che rappresentava un bambino solo che camminava nel deserto – spiega l’autore – Si sa, piuttosto della storia di cento persone, ascoltiamo più volentieri quella di un bambino. La cosa che mi ha spinto a raccontare è stato il desiderio di fare qualcosa, nel mio piccolo, per questa gente costretta a fuggire dal proprio Paese. Ho chiesto spesso a questa gente perché scappa rischiando la vita, e la risposta è sempre stata: «Perché se stavamo là eravamo sicuri di morire. Così forse sopravvivremo». La differenza sta in quel forse. // S.T.

BRESCIAOGGI – Venerdì 20 Novembre 2015

BOTTICINO MATTINA. Debutta lo spettacolo di Simeone con El Hadiri

Il «Buonviaggio» di chi cerca le conchiglie nel deserto

Dopo alcune prove aperte che sono servite a mettere a punto lo spettacolo, debutta alle 20.30 al teatro della parrocchia di Botticino Mattina «Buonviaggio» il nuovo lavoro che Claudio Simeone ha scritto e messo in scena con Abderrahim El Hadiri, l’attore col quale condivide le avventure teatrali. Alle scene hanno collaborato Biro e Dolores Dandolo.
«LO SPETTACOLO – dice Simeone – racconta la storia di uno di quei viaggi di cui noi vediamo di solito alla televisione la fine, sulle coste del sud Italia o della Grecia. Di cosa succede prima, di chi si mette in cammino, sappiamo nulla. Noi proviamo ad avvicinarci a uno di questi migranti, un bambino partito da un paesino del Mali alla volta dell’Italia».
Protagonista è il piccolo Tarek che cammina nel deserto, tenendo in mano un sacco e guardando a terra. «Quando nella sabbia vedi le conchiglie – gli hanno detto – vuol dire che sei arrivato al mare». E lui cerca conchiglie perché al mare potrà imbarcarsi, raggiungere la grande città italiana e giocare a calcio nella squadra del cuore.
Conosciamo questo bambino attraverso le parole di un pescatore di Porto Palo, uno dei tanti che in mare raccoglie esseri umani, spesso doloranti e sfiniti, talvolta senza vita. Ci racconta di un viaggio incredibile a piedi, in treno, in un groviglio di gambe, sacchi e bidoni d’acqua, su un vecchio camion o su un barcone fatiscente. Ci accostiamo così a un’avventura coinvolgente e straordinaria in cui i pericoli possono essere superati solo in virtù di un sogno da seguire. • f.d.l.