Buon viaggio Tarek – Il libro


 stampa HEINA

I Magazine

Quando la tenerezza diventa tenacia

Servizio di Margherita Reguitti

Ogni anno sono migliaia i minori non accompagnati che arrivano nel nostro Paese, un numero che le statistiche danno in crescita. In Friuli Venezia Giulia al 31 dicembre 2015 erano 463, 196 in più rispetto al 2014. Quasi la totalità sono ragazzi di età compresa fra i 16 e 17 anni, ospitati nelle strutture di accoglienza (dati disponibili nel Rapporto immigrazione 2016 realizzato dal Programma Immigrazione della Regione Friuli Venezia Giulia). Arrivano dopo viaggi lunghi mesi, sottoposti a privazioni, soprusi e violenze di ogni genere. Ma i numeri reali sono ignoti e certamente il fenomeno in Italia è più ampio, perché molti sono “i ragazzi e le ragazze in transito” che attraversano il nostro Paese per raggiungere altre destinazioni. Sono fantasmi, la cui principale preoccupazione è non essere né visti né intercettati. Molti arrivano via mare e i media e le istituzioni si occupano di loro solo come numeri o, a volte, come storie pietose o difficili da immaginare. Racconta un viaggio, in forma di avventura incantata dall’Africa all’Italia, il libro Buon viaggio Tarek di Tiziana Gardoni, uscito per Liberedizioni. Protagonista un bambino forte e tenace, determinato nel sopravvivere a prove dure, con l’obiettivo di realizzare un sogno. Un racconto che prende spunto da una storia vera, lungo un cammino a piedi nel deserto, su treni e camion carichi a dismisura di uomini e donne in fuga dalla fame e dalla guerra, scappando alla violenza dei trafficanti e delle polizie dei paesi attraversati. Narrazione di parola e illustrazioni dei mesi, dei chilometri, delle privazioni, pericoli e paure che stanno dietro ai numeri diffusi quasi quotidianamente dai notiziari di giornali radio e televisioni. Dati che non raccontano di una vita prima del viaggio, né dei sogni, delle famiglie, degli affetti dietro a quegli occhi sbarrati, inquadrati da telecamere e obiettivi. Il libro, realizzato dalla docente di Lettere con una lunga e specifica esperienza di laboratori di animazione teatrale, vuole raccontare ai più piccoli, bambini e bambine delle scuole primarie, un’avventura sì pericolosa, ma vissuta con la tenerezza che diventa tenacia; una capacità che solo i bambini hanno. Il libro inizia in una giornata calda e assolata in un villaggio di confine tra Senegal, Mauritania e Mali. È la mamma di Tarek che lo spinge a partire, solo, senza la famiglia, per fuggire da un paese senza acqua, terra e futuro. Viaggerà a piedi nel deserto, schiacciato in un treno, tormentato da insetti, a 40 gradi sotto il sole, su camion sgangherati. Rischierà le violenze degli adulti malvagi, dei soldati predoni, fino all’arrivo in Libia. Qui incontrerà Amina; con lei affronterà il mare cattivo e le onde gigantesche. Una corda sarà la loro salvezza e il sogno di giocare con la maglia della squadra del cuore si realizzerà.

D «Tiziana Gardoni, come è nata l’idea di questo libro?»

R «Con l’associazione Cicogne Teatro avevamo già realizzato uno spettacolo dal titolo “Buonviaggio” dedicato ai bambini e alle bambine delle scuole medie che racconta il viaggio di Tarek dall’Africa all’Italia. Dall’esperienza di allestimento di questo spettacolo in oltre 80 città in Italia, ma anche in Svizzera e Germania, abbiamo avuto l’idea di raccontare questo aspetto ignorato della migrazione a bambini anche più piccoli».

D «Che tipo di rapporto si instaura fra Tarek e i piccoli lettori?»

R «Un rapporto di condivisione dell’avventura incantata del viaggio, senza che abbia connotazioni magiche. Questo mantenere dei connotati legati alla realtà della storia vera, a cui si ispira il racconto, è un elemento caratterizzante del testo. Il lettore percepisce che non si tratta di una favola dalle informazioni che vengono fornite sul viaggio, dalle privazioni di cibo e acqua, dagli incontri con soldati malvagi che aggrediscono invece di difendere. Il testo che scorre accanto ai disegni è reale nelle descrizioni».

D «Con quale forza Tarek affronta un viaggio tanto duro e dal risultato incerto?»

R «Con una vena di ottimismo e di speranza perché Tarek ha un sogno, giocare nella squadra del cuore, ma anche un obiettivo, scappare da un paese dove i soldati prendono i bambini e li fanno sparire. Durante il viaggio il bimbo pensa a una frase che il nonno gli ha raccomandato prima di partire. Non sapendo cosa fosse il mare, il nonno gli aveva spiegato come riconoscerlo in modo semplice dicendogli: “Le conchiglie, quando nella sabbia vedrai le conchiglie potrai dire che sei arrivato al mare”».

D «L’ultima parte del viaggio è quella per mare, quella che noi crediamo di conoscere. Come l’avete raccontata?»

R «Lungo tutto il racconto il segno pittorico di Biro, giovane illustratore con il quale da tempo l’associazione Cicogne Teatro collabora, ha un tratto di segno e di scelta cromatica molto forte nel contenere realtà e fantasia. Nelle ultime nove pagine vi è un crescendo di intensità di toni pastosi e a volte cupi di blu. Prospettive rovesciate nelle quali Tarek e Amina sembrano davvero travolti dalle onde del mare cattivo».

D «La storia ha però un lieto fine.»

R «È una storia nella quale l’ottimismo non viene distrutto dalle prove. Alla fine Tarek ce la farà, indosserà la maglia della sua squadra del cuore e giocherà la sua partita».

D «La storia inizia in un luogo di confine e lo spettacolo è stato recentemente presentato in Friuli Venezia Giulia. Quale il riscontro del pubblico?»

R «Lo spettacolo è stato inserito nel cartellone Ert per ragazzi a Udine, Cervignano del Friuli, Grado e altre località della regione, ha avuto un’ottima accoglienza da parte dei ragazzi e delle ragazze che, accompagnati dagli insegnanti, hanno, forse per la prima volta, condiviso attraverso personaggi vicini a loro, il senso dell’abbandonare tutto per andare verso un ignoto che sperano sia migliore. Non abbiamo avuto ancora modo di presentare il libro in Friuli Venezia Giulia, ma dall’esperienza in Lombardia, Veneto e Piemonte abbiamo avuto un rimando molto positivo. Soprattutto la scelta di proporre delle letture animate è molto appagante dal punto di vista della partecipazione emotiva alla narrazione. I bambini e le bambine sentono Tarek uno di loro, è il loro eroe».

“Buon viaggio Tarek”, ideazione e testi di Tiziana Gardoni, immagini di Biro, promosso dall’associazione culturale Cicogne Teatro Arte Musica, uscito per Liberedizioni. Tutti i progetti di spettacoli e attività sono disponibili nel sito dell’associazione creata dall’autrice con Abderrahim El Hadiri e Claudio Simeone.

IL FATTO QUOTIDIANO

mercoledì 08/03/2017

PER I PIÙ PICCOLI – Storie di migrazioni 
”Il viaggio di Tarek, il bimbo che cerca le conchiglie

di Elisabetta Reguitti “Quando nella sabbia vedi le conchiglie – gli hanno detto – allora vuol dire che sei arrivato al mare”. E
Tarek cerca le conchiglie nella sabbia del deserto perché, arrivato al mare, potrà imbarcarsi, raggiungere la grande città italiana e giocare a calcio nella sua squadra del cuore. Sfogliare “Buon viaggio Tarek” – di Liberedizioni – il libro per l’infanzia realizzato da Tiziana Gardoni con le illustrazioni di Biro è tuffarsi nel racconto dei fenomeni migratori spiegati ai piccoli. Un obiettivo non certo semplice, ma che questo prezioso volume riesce a realizzare attraverso il viaggio di un bambino coraggioso: dal Mali a Lampedusa, un percorso incredibile a piedi, in treno, poi stipato in un groviglio di gambe, sacchi e bidoni d’acqua, su un vecchio camion. Quando arriva al mare e tenta l’avventura della traversata su un barcone fatiscente, Tarek ha già sfidato pericoli, ricatti e aggressivi. Gardoni, curatrice di libri scolastici e teatro per ragazzi ha usato la sua esperienza e passione di docente per raccontare questa storia che è anche uno spettacolo teatrale prodotto da Cicogne Teatro Arte Musica, associazione culturale costituita per promuovere percorsi di comprensione tra le culture attraverso l’arte. Tarek cammina lungo la stessa rotta percorsa da Fabrizio Gatti nel libro “Bilal”.

GIORNALE DI BRESCIA Sabato 18 marzo 2017 Favola di un bimbo che sfida il deserto sognando il calcio Esce il libro di Tiziana Gardoni, illustrato da Biro, nato dallo spettacolo di Simeone Una storia diffusa nelle scuole per far capire ai più piccoli che cosa significhi la migrazione di CHIARA DAFFINI Un bambino con la maglia bianca a strisce nere, di spalle, s’incammina verso una distesa di sabbia tirando un piccolo camion arrugginito, da cui spuntano orsi di peluche. Si chiama Tarek e sta iniziando un viaggio della speranza, quello che, nei suoi sogni, lo porterà a giocare a calcio in una grande squadra italiana. Con lui i più piccoli scopriranno che cosa vuol dire lasciare la propria terra, affrontare una traversata spesso senza arrivo e ritrovarsi in un Paese straniero. Conosceanno cioè la migrazione. È fresco di stampa il libro illustrato per l’infanzia «Buon viaggio, Tarek», favola scritta da Tiziana Gardoni, con i disegni dell’artista Biro. Il volume riprende lo spettacolo «Buonviaggio», che da più di un anno va in scena in Italia e nella Svizzera italiana, regia di Claudio Simeone e Abderrahim El Hadiri, per Cicogne teatro, e in questi giorni è approdato in Germania con la versione (ricalcata su quella bresciana) «Gute Reise» del Theater Stùck Verlag di Francoforte. «È un racconto destinato ai piccolissimi – precisa l’autrice del libro, Tiziana Gardoni -, bimbi della scuola dell’infanzia e all’inizio della primaria, ma può servire anche ai genitori per spiegare ai figli un tema così complesso». Una storia dei nostri giorni, dove un bimbo dal Mali attravera il deserto e il mare per arrivare in Italia. In mezzo ci sono ostacoli, violenza e paura, che non impediscono però al protagonista di mantenere la speranza. «Di Tarek non viene svelato il volto fino alla fine – dice l’illustratore Biro, che aveva curato anche la scenografia dello spettacolo -, perché tutti possiamo essere lui. Il camion strabordante peluche è lo stesso, in miniatura, su cui migliaia di uomini, donne e bambini attraversano il deserto in condizioni disperate. È una favola che racconta il dramma con tenerezza». E, non a caso, nello spettacolo è un adulto (Abderrahim El Hadiri) aimpersonare il ruolo di Tarek: «perché – spiega il regista e drammaturgo Claudio Simeone – è più difficile raccontare ai bambini che agli adulti». Una lezione di speranza. Di più, di empatia. Per questo il progetto ha ottenuto il sostegno del Comune: «La storia -ha detto l’assessore alla Scuola Roberta Morelli- verrà portata in sei istituti bresciani e illustrata a tutti gli insegnanti, per cui è previsto un incontro, affinché possano raccontare Tarek nelle 57 scuole dell’infanzia del territorio». Del libro, edito da Liberedizioni con il sostegno di Fondazione Asm e Credito cooperativo di Brescia, sono state stampate cinquecento copie, disponibili nelle librerie e online a 12,50 euro.

BRESCIAOGGI mercoledì 29 MARZO 2017 IL LIBRO. Domani al Mo.Ca presentazione La storia di Tarek «in tour» tra i bimbi di sei asili cittadini Si è trasformata in un libro illustrato la storia di Tarek, il ragazzino partito dal Mali per raggiungere l’Italia protagonista dello spettacolo teatrale «Buonviaggio» promosso da Cicogne teatro arte musica. Pagina dopo pagina i disegni di Biro, artista bresciano autore di installazioni, scenografie, murales e fumetti, rivelano il lungo e difficile peegrinare del bambino, spinto dal sogno di diventare calciatore ad affrontare i molti rischi del viaggio: il deserto, la traversata del Mediterraneo, le aggressioni, i ricatti. ACCOMPAGNATA dal tratto in stile cartoon di Biro, la storia di Tarek porta il lettore a confrontarsi con una realtà dura e talvolta inimmaginabile. Con toni morbidi e delicati, attraverso una forma che non toglie durezza al tema né conferisce banalità ai fatti narrati, con un che di rispettoso che si ritrova in ogni parte del racconto, in ogni dettaglio delle illustrazioni. «Il desiderio da cui il lavoro corale è partito era quello di raccontare ai bambini la storia di Tarek e che essa rimanesse anche quando le luci del palco si spengono» rivela Tiziana Gardoni, autrice del volume «Buon viaggio Tarek», edito da LiberEdizioni e realizzato grazie al fondamentale contributo di Fondazione Asm. Ed è proprio per onorare tale auspicio che l’assessore Roberta Morelli ha voluto promuovere sei incontri con i bambini delle scuole dell’infanzia bresciana e uno dedicato alle insegnanti. In ogni incontro – ciascuno in una scuola diversa – gli autori del volume, Tiziana Gardoni e Biro, e il regista e l’attore dello spettacolo, Claudio Simeone e Abderrahim El Hadiri, racconteranno la storia di Tarek. Domani alle 18 negli spazi di Mo.Ca, presentazione pubblica animata del volume. FE.PIZ

Corriere della Sera mercoledì 29 marzo 2017 Il sogno di Tarek sulla rotta dei migranti Il libro illustrato nato dallo spettacolo «Buonviaggio». La presentazione domani al Mo.Ca Un piccolo spettacolo teatrale che ha avuto il coraggio di dichiarare l’universalità della condizione migrante come esperienza globale e condivisa. Che ci ricordava che non basta essere spettatori della sofferenza altrui, ma occorre un impegno responsabile per il cambiamento. «Buonviaggio» di Claudio Simeone, con Abderrahim El Hadiri, produzione della bresciana Cicogne, ha raccolto consensi ovunque, anche sul territorio nazionale. Ora da quell’allestimento è nato uno spin-off di cartoon scritto da Tiziana Gardoni conle illustrazioni di Biro («Buon viaggio Tarek», liberedizioni, euro 12,50). Tarek è il protagonista di entrambe le versioni, qui raccontato attraverso tavole a specchio (da un parte il disegno profilato, di perturbante segno espressionista, ma forse anche l’esca per coinvolgere il lettore all’interazione, a completare con i colori; dall’altra la cromìa calda e compiuta). La sua è una storia che la cronaca ha serializzato, ma rimane emblematica di come il Mediterraneo sia la rotta della disperazione, non solo della speranza. Il rimando è alle tragedie del mare, a cominciare da quella della nave fantasma di Portopalo (la recente miniserie televisiva interpretata da Rosario Fiorello). Storie di quotidiana angoscia e orrore che però, come ha ricordato Claudio Simeone, non devono farci dimenticare la tenerezza poetica dell’infanzia. La vera vittima sacrificale di tutte le guerre, anche quelle asimmetriche. L’infanzia va salvaguardata, se abbiamo ancora un’idea di futuro. Tarek è un bambino che abita un paesino situato tra Senegal, Mauritania e Mali e ama il calcio. Porta addosso una maglia bianconera e ha un 9 stampigliato sulla schiena. Il suo sogno è diventare un campione. Per questo parte alla ventura con i risparmi di famiglia in tasca. Attraversa deserti infuocati, sale su camion e treni stipati di corpi, sfugge agli aguzzini, staziona in città fatiscenti in attesa, conosce Amina, una bimba come lui, finché arriva il giorno dell’imbarco. Il mare ha le sue insidie, il viaggio è ancora lungo, più di quanto sembra da costa a costa. Per questa volta si tira un respiro di sollievo. Il lieto fine non ramazza via però la profondità del male. Come è giusto che sia, perché la spina dolorosa tiene svegli, mentre il sonno coccola mostri. Le parole di Tiziana Gardoni hanno la leggerezza di una ballata, mentre il tratto di Biro trova il giusto blend tra favola e dramma, tra l’audience dei piccoli e quella degli adulti, citando la classicità Disney, ma anche gli Exodus dolenti di Salgado e i reportage fortemente iconici di Massimo Sestini (Word Press Photo 2015). Domani presso la Sala Danze del Mo.Ca. (via Moretto, 78), presentazione del volume e dello spettacolo. Nino Dolfo

SESAMO didattica interculturale

GIUNTI SCUOLA

7 LUGLIO 2017

L VIAGGIO DI TAREK, UNA STORIA DI SPERANZA

Un libro sui bambini e per i bambini: per parlare di viaggi, migrazioni, sogni.

“Buon viaggio Tarek” è un libro per bambini che racconta l’avventura di Tarek, che parte dal Mali per raggiungere l’Italia e coronare il suo sogno; racconta la vita vera, quella fatta di rischi e di sopraffazioni; quella in cui gli adulti non sono sempre buoni e perbene e non sanno, non possono, non vogliono dare una mano. Ma è anche una storia di ottimismo, di speranza, di tenacia: quando arriva al mare e tenta insieme ad Amina la traversata del Mediterraneo su un barcone fatiscente, Tarek ha già percorso il deserto, ha rischiato la vita, ha sfidato pericoli, aggressioni, ricatti…Si trova lontano dal suo paese e dalla famiglia ma a un passo dalla meta e nulla può impedirgli di attraversare il mare, o di provarci, almeno. “Buon viaggio Tarek” di Tiziana Gardoni con illustrazioni di Biro, LiberEdizioni, è un libro che nasce dallo spettacolo ‘Buonviaggio’ prodotto dalla compagnia Cicogne teatro arte musica, che in questi anni sta raccontando a tanti di studenti il viaggio di migliaia di uomini e donne che affrontano l’ignoto per sfuggire a conflitti, fame, miseria. Nasce dall’idea di presentare a bambine e bambini anche piccolissimi, temi e protagonisti dei nostri giorni. “In questi mesi – racconta Cicognateatro – con l’Assessorato alla Scuola di Brescia, abbiamo presentato il libro in molte Scuole dell’Infanzia, costruendo momenti di letture animate per bambini e bambine di 4 e 5 anni. La partecipazione positiva dei bambini ci ha dimostrato che è possibile trattare temi anche gravi, con un linguaggio e una forma comprensibili e accettabili”.